I consumatori, cioè tutti gli italiani, molti dei quali avevano firmato sottoscrizione per chiedere le liberalizzazioni, che Bersani timidamente ha cercato di realizzare, non fanno notizia.
Ci voleva un'attrice famosa per farsi pubblicare il proprio grido di indignazione: «Ricordo un'Italia - ha scritto la Ferilli - in cui le piazze si riempivano per difendere i diritti dei più deboli. Un'Italia in cui i lavoratori, guidati dai sindacati protestavano contro i privilegi, dove si lottava perché gli anziani, i pensionati, potessero arrivare con dignità alla fine del mese». Oggi invece le piazze, reali o telematiche, sono ostaggio delle lobbies: tassisti, avvocati, farmacisti, notai. Lavoratori pure loro, ma arroganti e difensori dei loro privilegi di casta, contro e a danno di tutti gli altri lavoratori.
E il sindacato dei pensionati - si chiede la Ferilli -, e i sindacati tutti, dove sono? Perché non parlano, perché non scendono in piazza per tutelare gli interessi degli iscritti?
E più candidamente ancora la Ferilli osserva: «Non ho mai visto le auto bianche arrivare al Circo Massimo da tutta Italia per protestare contro gli abusivi, i mafiosi che controllano gli aeroporti come Fiumicino». Qualche giorno fa avevo scritto in questo blog che l'Italia per risollevarsi avrebbe bisogno di sognatori. Io sono uno di questi, ora si aggiunge la Ferilli. Sono in buona compagnia. Se anche altri venissero con noi non se ne pentirebbero.
Se i cittadini capissero bene che a trarre beneficio dai provvedimenti Bersani sono in primo luogo le loro tasche, forse l'effetto ricatto di quelle caste sarebbe più debole.
Ma intanto una piccola soddisfazione. Dopo i blocchi nella Capitale i parcheggi dei taxi sono rimasti pieni di auto bianche e nessuno ci saliva. «Vuoi vedere che alla fine a tirare troppo la corda si ottiene l'effetto contrario?»
(Il commento della Ferilli è stato pubblicato in prima pagina su l'Unità di oggi 21 luglio 2006)


