9 aprile 2006

Scrutinio elettronico: soldi buttati

La mia Puglia, insieme a Liguria, Lazio e Sardegna, sperimentano, per le elezioni nazionali del 9/10 aprile 2006, lo scrutinio elettronico (non il voto elettronico). Lo scrutinio digitale riguarderà quindi il voto di circa 11 milioni di elettori sul totale nazionale di 47 milioni. Saranno impegnati 18 mila operatori informatici, che andranno ad aggiungersi ai tradizionali 370 mila tra scrutatori, presidenti di seggio e segretari. Verranno consumati per lo scrutinio elettronico 35 milioni di euro, circa 68 miliardi delle vecchie lire.
In ognuna della 12.680 sezioni delle quattro regioni interessate alla sperimentazione è stato inviato un ricco kit informatico comprendente un portatile, un monitor LCD, una stampante, due penne USB; per ogni plesso scolastico sede di elezione viene aggiunto un ulteriore kit su cui verranno fatti confluire i risultati delle singole sezioni, per essere poi trasmessi tramite sistema GPRS a un centro servizi gestito dalla società Eds e da qui, su linee Telecom, inviate al Viminale.
Già nella fase di consegna ed installazione delle macchine il meccanismo si è in parecchi casi inceppato. Io sono stato testimone della molta approssimazione con cui è gestita l'operazione. Nel mio paese i plessi interessati dal voto sono due: 4 sezioni in uno e 3 nell'altro. Nella mattinata di sabato sono arrivati i nove scatoloni con i computer, ma solo un coordinatore di plesso e sei operatori di sezione su sette, con il risultato che presso un plesso sono state installate le macchine, mentre nell'altro le macchine sono tuttora inscatolate e sigillate. Riusciranno entro domani a metterle in funzione?
Ma anche se il meccanismo tecnico funzionerà regolarmente, i timori di possibili brogli non sono stati fugati. Intanto è stata accettata la richiesta dell'Ulivo di istituire una commissione di garanzia su tutte le operazioni di spoglio elettronico, ma continuano le polemiche nei confronti di una iniziativa costosa, poco convincente e che presenta troppi aspetti controversi. Chi controlla le penne USB durante il percorso dalla sezione elettorale al centro di raccolta del plesso? Chi controlla il coordinatore di plesso, che è stato collocato, con il suo computer, da solo in un locale separato dalle sezioni?
La sperimentazione dello spoglio elettronico viene gestita da tre società, Telecom, Eds e Accenture, l'ultima delle quali avrebbe come partner il figlio dello stesso ministro degli Interni Pisanu.
Comunque in caso di discordanza tra i risultati registrati con il tradizionale metodo di carta e matita e quelli registrati con il sistema informatico, prevarrà il metodo tradizionale.
Il sospetto che tutta l'operazione diventi uno sperpero di denaro pubblico è grande. E se fosse addirittura un regalo elettorale con contropartita a qualche ditta?
Nota a margine. Da qualche parte ho letto che i computer dello scrutinio verranno regalati alle scuole dove sono stati utilizzati. Invece il corriere che ha portato i computer mi ha detto che a fine scrutinio dovranno essere restituiti. Qualcuno sa qualcosa di più certo sulla fine che faranno detti computer? Per me se rimanessero nelle scuole sarebbe cosa buona.

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7 commenti:

Anonimo ha detto...

Speriamo di vincere, devo vedere la faccia di quello stronzo del berlusk rimanerci di merda, così pure la faccia di quei tanti sporchi nazi-fascisti che lo votano, ma è vero pure che questa è una nazione di cerebrolesi, secondo me rivince il re delle cazzate...

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Sono stato presidente di seggio nel Lazio, a me l'operatrice informatica ha detto che i computer dovevano restituirli, inoltre non so cosa avrebbero potuto farci le scuole in quanto erano privi di disco rigido (sempre da quello che mi ha detto la ragazza che stava nel mio seggio), il sistema operativo era una speciale distribuzione Linux Knoppix che girava su CD-Rom.
Ciao

Diego ha detto...

Confermo. Presidente di seggio in Liguria, alla fine delle operazioni hanno portato via tutto. Poi i PC erano privi di sistema operativo: c'era poco da regalare...

Anonimo ha detto...

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