25 aprile 2006

25 Aprile: Resistere ancora

Compagni, amo la bandiera rossa. E' la mia risposta alla provocazione antistorica dell'affossatrice della scuola italiana, Letizia Moratti, che ha dichiarato che avrebbe partecipato alla manifestazione del 25 aprile a Milano, «a patto che non ci siano bandiere rosse nel corteo». Moratti stattene a casa, ché là è il tuo posto. La bandiera rossa è il simbolo che ha unito tanti partigiani, persone normali, che hanno lottato e dato la vita per la libertà, la democrazia, l'Italia.
Il 25 aprile di quest'anno assume un significato particolare: la liberazione da Berlusconi. «In questi ultimi cinque anni - ha scritto Beppe Sebaste -, tra i tanti motivi di sconforto, uno di peggiori è stato il rancore o l'indifferenza della destra nei confronti di questa data: la liberazione dal nazifascismo, la vittoria degli oppositori del regime, i partigiani».
Berlusconi, insultando i comunisti italiani, ha insultato tanti ragazzi, che, come ha detto lo scrittore Rocco Brindisi, «hanno dato la loro vita per un mondo migliore». Ha insultato i ragazzi torturati, fucilati e impiccati per amore del nostro Paese e della democrazia.
E allora ancora oggi, come ha scritto Ivan Della Mea su l'Unità, ci tocca resistere per salvaguardare la Costituzione figlia della Resistenza e della Lotta di Liberazione.
Dobbiamo continuare a resistere contro la voglia di golpe dei tanti iscritti, ancora in attività, della loggia massonica P2, contro la corruzione e contro la concussione.
Dobbiamo resistere contro la voglia di mollare tutto e contro la tentazione di non resistere.
Ci tocca resistere, come dice ancora Della Mea, «contro chi vorrebbe rimuovere memoria e storia nel nome di una grande marmellata omologante, pervasiva e demofascista».
Un altro grande significato assume ancora il 25 aprile di quest'anno: l'urgenza di difendere la Costituzione italiana dagli attacchi portati ad essa dalla legge sulla devolution votata dalla destra. Dobbiamo batterci per la vittoria nel referendum contro questa devolution, contro la riforma costituzionale che la destra - ha detto Prodi - «ha portato a conclusione senza un confronto parlamentare, stravolgendo il senso del lavoro della Costituente del 1947 che seppe far prevalere l’interesse generale su quello delle parti e il bene di tutti sulle divisioni ideologiche. Per questo è importante ricordare in questa giornata che la partecipazione popolare al prossimo referendum sia la più ampia possibile e che il no a questa sbagliata riforma costituzionale arrivi da ogni parte d’Italia».

Prodi: un 25 aprile per difendere la Costituzione
Prodi: "Difendiamo la Costituzione - In piazza a Milano per il 25 aprile"
Il 25 aprile ci ricorda il prezzo e il valore della libertà

5 commenti:

Alex Blog - Prove tecniche di trasmissione ha detto...

buon 25 Aprile proprio ora vengo dalla manifestazione fatta a bologna, uno splendido discorso del sindaco cofferati che non ha assolutamente strumentalizzato ma anzi ha invitato all’unione al rispetto reciproco e al ricordo di questa data di 61 anni fa, al ricordo del sacrificio di tanti italiani americani brasiliani polacchi africani inglesi che vennero in Italia per combattere il nazifascismo.
Auguri a tutti voi sperando che il ricordo di 61 anni fa resti impresso!

InOpera ha detto...

bandiera rossa la trionferá.

la moratti andrebbe lasciata lí dove é.

a parlare da sola tutto il giorno. farebbe meno danni a noi e noi a lei.

buon 25 aprile !

giotea ha detto...

la resistenza è stato un patrimonio di tutti gli italiani che i comunisti hanno fatto loro cancellando il sacrificio degli altri.
vedo che oggi si fa lo stesso con il 25 aprile. o hai una bandiera rossa o te ne devi stare a casa perchè non è la tua festa.
io me ne sto a casa, che ci sto meglio, ma come pensate che possa affascinare le generazioni future una ricorrenza che dovrebbe essere di tutti e che volete sia solo di pochi?

Forse Dovrei ha detto...

@ Giotea:
A distanza di un anno ci ritroviamo a dire le stesse cose: il 25 aprile non è affatto la "festa di tutti" , è un voler ricordare il sacrificio di coloro i quali dettero anima e corpo per liberare dal nazi-fascismo questo paese. E' la festa di coloro che anche oggi continuano a lottare affinchè vengano neutralizzati tutti i tentativi di "nostalgismo".
Non è la festa di chi massacra quella costituzione nata a seguito della Resistenza. E' la festa di chi respinge la Blasfemìa di chi sostiene che "Mussolini inviava nei posti di villeggiatura" chi si opponeva al regime fascista.
E' la festa di chi è contro i fascisti che si annidano in Parlamento con l'approvazione e benedizione dell'aborto di duce berlusconi. E' la festa di chi ripudia il razzismo, la discriminazione sociale, le leggi mafiose.
E' la festa di chi ha scelto di proseguire la strada di chi coloro dettero la vita contro le ingiustizie.
E' la festa di chi condivide quei principi e non di chi foraggia il pensiero opposto.
Ecco perchè non è la "festa di tutti".

Tisbe ha detto...

Sono ancora in tempo, Buon 25 aprile