11 marzo 2006

Diliberto straccia Berlusconi

Berlusconi e Diliberto a MatrixMi ero prefissato di non vedere, durante questa campagna elettorale, dibattiti politici in televisione, specialmente quando c'è Berlusconi, perché mi è diventato assolutamente indigesto. Ma ieri ho voluto fare un'eccezione per Matrix condotta da Mentana.
E' stata dura per Berlusconi, che come al solito si è lanciato lancia in resta contro i comunisti inesistenti, trovarsi invece davanti un comunista vero che parlava pacatamente e seriamente di problemi veri che i cittadini di oggi vivono quotidianamente sulla propria pelle.
Lui parlava di comunisti d'altri tempi e di altre nazioni, Diliberto gli ha ricordato le malefatte dei fascisti italiani, i cui emuli oggi sono con lui.
Lui dava numeri a vanvera del "miracolo italiano" alla rovescia, Diliberto gli ha citato statistiche Istat vere che documentano il degrado dell'Italia di oggi.
Lui dice: «La magistratura è una malattia della nostra democrazia, dobbiamo assolutamente cambiare l'ordine giudiziario; le toghe rosse operano in tutti i tribunali d'Italia». Diliberto gli risponde: «Le toghe rosse ci sono state, ma rosse del loro sangue, Falcone, Borsellino, Chinnici, Livatino, quelli che hanno sacrificato la vita per combattere la malavita organizzata e il terrorismo».
Lui esalta la riforma della scuola della Moratti. Diliberto gli risponde: «Quella riforma è una nefandezza, fa tornare la scuola di classe», i figli dei ricchi possono studiare e laurearsi, i figli dei poveri devono subito andare a lavorare.
Berlusconi annaspa e spesso va in apnea, rimane senza parole e con il gesto sospeso in aria. Diliberto è spietato e parla di buste paga di 400 euro al mese.
Berlusconi vorrebbe regalare provocatoriamente dei libri sul comunismo a Diliberto, che li rifiuta dicendo: «La campagna elettorale che lei sta facendo è finita nel ‘48».
Diliberto chiede a Berlusconi: «Perchè si copiano tutte le leggi americane tranne quella sul falso in bilancio?». Berlusconi risponde: «Non è vero, anche in Italia, sommando tutte le pene, si arriva a 22 anni di reclusione, lo stesso livello degli altri paesi» E Diliberto: «Se devo scegliere tra tutte le balle, scelgo questa perché è colossale».
Il duello finisce verso le due di notte. Berlusconi ne esce malconcio e sconfitto. Il comunista Diliberto gli ha dato una lezione di democrazia e buonsenso, valida ancora oggi.

Berlusconi perde la sfida in tv con Diliberto
Berlusconi-Diliberto a Matrix - Sfida su scuola, giustizia e lavoro

11 commenti:

desiderio947 ha detto...

Ho seguito anch'io la puntata di matrix, e capisco perchè denuncia il confronto con Prodi come illiberale, perchè una volta tanto sarà costretto a confrontarsi sulle sue malefatte e non su quelle di supposti fantasni.

Ed ha detto...

Pure io l'ho seguita. All'inizio avevo il timore che Diliberto potesse farsi trascinare nel torpiloquio, ma quando poi l'ho visto tranquillo e sereno, mostrare documenti ufficiali, anziché dire numeri a vanvera, mi sono tolto il cappello. Gli ha dato pure una lezione di latino e quando B. è uscito dallo studio ai giornalisti ha detto "E' dura..c'è poco tempo per prepararsi".
Era la prova della resa.

IoOdio ha detto...

non sono comunista, e nemmeno di sinistra, ma devo ammettere che diliberto ha dimostrato di avere stoffa e coraggio.

quasi quasi, il 9 aprile...

enzo_b ha detto...

ormai visto un intervento televisivo del berlusca, visti tutti, continua a dare numeri a tutta forza e ad aggirare le domande scomode

lunadivelluto ha detto...

Il confronto di venerdì è stato impressionante, Diliberto ha sbattuto in faccia la realtà di questo paese a Berlusconi che era fortemente in difficoltà, oltre che dialetticamente, soprattutto nei contenuti.
ciao :)

Raffaele ha detto...

è la prova che Berlusca è di cartapesta ... non ama il contradittorio ma vuole solo yes man

Anonimo ha detto...

I comunisti e gli anarchici non esistono, quello che è successo a milano è una ragazzata! La giustizia a orologeria che attacca e discredita una parte politica a meno di 30 giorni dalle elezioni non esiste! I magistrati che fanno politica sono un'invenzione perchè non esistono. Il 90% della stampa è neutrale o filogovernativa, la Rai è di centrodestra e la Dott.sa Annunziata è tesserata con Forza Italia. Certo che se avesse governato il pool di saccenti e professori avrebbero rilanciato l'economia con la ricetta dei Pecoraro e Diliberto. Le tasse non sarebbero aumentate anzi diminuite come da sempre coerentemente predicando Bertinotti. Se Prodi riuscirà a rimediare alla situazione Italiana proprio come ha fatto con la Cirio allora sì che possiamo dormire sonni tranquilli.
Tante cose a tutti .....

Tisbe ha detto...

Diliberto è preparato dialetticamente capace. Io avrei puntato ad occhi chiusi su di lui. Mi sono persa l'incontro, ma ho visto Diliberto in altre occasione, è proprio bravo! E' preciso, fonti alla mano...insomma nulla da eccepire!

Tisbe ha detto...

Chissà perché chi tifa Berluscao preferisce rimanere "posted by Anonymous"
Ci rivedremo a Filippi, e manca poco

Anonimo ha detto...

Articolo tratto da Italymedia.it Portale dell'Informazione Nazionale diretto da Antonello De Pierro.


Ennesimo boccone amaro per il Berlusca

Il comunista “mangia” premier

Il leader del Pdci Oliviero Diliberto si “divora” Silvio Berlusconi nel confronto elettorale avvenuto nello studio del programma “Matrix” sotto il controllo tanto imparziale quanto evanescente del conduttore Enrico Mentana


di Fabio Bucciarelli


Parabola armoniosamente discendente quella del Governo e del suo massimo rappresentante. Sempre più nervoso il premier mentre è evidente, a seguito del recente confronto andato in scena nel salotto di “Matrix”, che i comunisti hanno ancora molta fame. Hanno cambiato probabilmente solo gusti, ora sono più inclini ad assaporare piatti a base di uomini adulti e un po’ attempati. A fare le spese di questa nuova tendenza derivante dal brontolio dello stomaco dell’onorevole Diliberto è stato proprio il “povero” Berlusconi. Una situazione che ha evidenziato nettamente l’imbarazzo e le difficoltà oggettive del leader della Cdl quando si è parlato di dati e cifre provenienti da fonti ufficiali, fonti evidentemente diverse da quelle in suo possesso Spiazzato in tutto e per tutto. C’è rimasto veramente male il leader della Maggioranza, non si aspettava un avversario così preparato, carico e minimamente innervosito dalla tattica di far attendere l’avversario (45 minuti di ritardo di Berlusconi). Ma dov’è finito il grande comunicatore? Dov’è l’uomo sicuro di sé, il grande imprenditore che dovrebbe continuare a detenere le redini politiche d’Italia? La domanda rimarrà tale. Una situazione molto chiara, che non ha lasciato dubbi al termine del confronto su chi di due ne fosse uscito vincitore: Oliviero Diliberto. Dialoghi grosso modo ben regolati e con toni pacati anche nei momenti più duri e crudi del confronto. Berlusconi non è riuscito a fare il suo consueto monologo ed ha trovato di fronte un politico preparato, sicuro di sé, che ha saputo ribattere alle offensive del premier e non solo, è riuscito anche ad affondare il coltello nell’evidente nervosismo altrui. Le marcate smorfie del viso di Berlusconi hanno esplicitato la sorpresa e la poca preparazione a rispondere a quesiti concreti sul tema delle pensioni, dei salari, della scuola, delle infrastrutture, etc. Inoltre, per non lasciare a bocca asciutta gli affezionati non sono mancati i temi cari a Berlusconi: battute sprezzanti in ogni occasione, comunismo, magistratura rossa. Sempre le solite cose che con ogni probabilità hanno stufato gli stessi elettori del centrodestra. Per il presidente del Consiglio l’utilizzo di determinati temi come quelli accennati, è solo l’ammissione dell’essere sotto pressione. Con certe battute cerca di sdrammatizzare un solo dramma: il suo. Per quanto riguarda nel dettaglio l’antica carta “comunista”, in questa occasione non gli è stato concesso di fare in modo che gli ascoltatori non sapessero che, parlando di regimi crudeli, proprio lui e la sua coalizione hanno appena siglato un accordo politico con i neofascisti. Anche la consueta cartuccia del vittimismo non è mancata, breve ma pesantissimo l’accenno alle “toghe rosse” che al contrario per Diliberto sono divenute rosse per il sangue versato dai caduti rappresentanti della Magistratura (“Falcone, Borsellino, Chinnici, Livatino..”). Del fatto che il Cavaliere si sia perso completamente nel suo eloquio nella foga di elencare numeri e dati senza criteri logici, ce se n’è accorti dal mancato minimo accenno sull’unico tema che poteva probabilmente mettere in difficoltà l’avversario: la politica estera. Troppo nervosismo, poca chiarezza ed i suggerimenti del portavoce Bonaiuti seduto in mezzo al pubblico sono sembrati non adeguatissimi.
E proprio il pubblico ha contribuito a rendere incandescente la serata. Nella curva del premier spiccavano come usciti dallo stesso stampino, uomini con giacca e cravatta rigorosamente con nodo enorme e donne pettinatissime e truccate alla perfezione nei loro completini politicamente corretti; dall’altra parte un pubblico eterogeneo per età e abiti, ma comunque tutti pronti ad esultare alla frase più o meno dura del proprio leader.
Una battuta di Berlusconi va assolutamente citata. Nel contesto del confronto sul tema della riforma della scuola, il premier ricordando il suo periodo scolastico, a suo modo molto simile a quello riprodotto a seguito dell’applicazione dell’attuale “riforma innovativa” della Moratti soprattutto nel punto in cui i giovani di tredici anni dovranno scegliere quale strada affrontare tra liceo o scuola professionale, ha esclamato che lui proviene da “una famiglia povera”. Silenzio. Poi la stizzita reazione di Diliberto “…povera? Ma suo padre non faceva il direttore di banca?” e ancora una risposta che nessuno ha compreso “…ora vuole cambiare anche la storia?”. Che vuol dire? Di quale storia si parla? Probabilmente, e nessuno ne era a conoscenza, la famiglia Berlusconi è entrata a far parte della storia italiana, d’altronde in un periodo di revisionismo storico come quello vissuto negli ultimi cinque anni nel quale si è cancellato quasi del tutto il riferimento nei libri di testo al regime fascista, non ci si stupirebbe di trovarsi di fronte altri nuovi discutibili elementi.
Venendo al dialogo concreto sui temi d’attualità, il leader del Pdci ha puntato il dito sulle promesse non mantenute del famoso “contratto con gli italiani” mentre dall’altra parte si cercava di elencare le grandi imprese di questo Governo. Niente da fare, idee e considerazioni ovviamente agli antipodi tra le due opposte personalità in gioco anche se una differenza sostanziale ha contribuito alla simbolica vittoria di Diliberto: dati alla mano, di fonti incontestabili (Fondo Monetario Europeo, Ocse, Banca d’Italia, nonché una circolare del Ministero dell’Istruzione…), ha chiaramente mostrato la non florida situazione attuale del Paese.





http://www.italymedia.it/articoli/attualita&cronaca/0062.htm

pecoaror ha detto...

non sarebbe il caso far pagare le tasse anche alle feste dell'unità