20 giugno 2006

Fitto in galera

Dovrebbe far specie che quelli di Forza Italia sparino ad alzo zero contro i magistrati baresi che hanno osato chiedere l'arresto di Raffaele Fitto, ex governatore della mia regione Puglia, non perché lo si ritiene innocente, ma solo perché appartenente al partito del plurinquisito Silvio Berlusconi. «La richiesta di un provvedimento d’arresto nei confronti dell’on. Fitto è l’ultimo avvenimento di una serie di fatti gravissimi che creano un’autentica emergenza democratica», hanno sentenziato senza possibilità d'appello Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto. Nessun dubbio in loro che Fitto possa essere un delinquente. Loro non presumono l'innocenza di Fitto fino all'eventuale condanna, per loro Fitto è innocente.
Così andava il mondo ai tempi del regno di Berlusconi, ma ora con il governo Prodi mi auguro che le cose cambino. Spero che cessi la confusione tra politica e giustizia, spero che cessino le aggressioni dei politici contro i giudici, spero che non si usi più il potere legiferante per depenalizzarsi i reati pro domo propria. Auspico che la sinistra abbia la forza di non farsi spaventare dalle urla dei servi di Arcore.
Fitto è tra i destinatari del provvedimento cautelare agli arresti domiciliari emesso dalla magistratura barese nell’inchiesta sul presunto illecito affidamento ad un'azienda del settore Sanità dell’appalto da 198 milioni di euro per la gestione di undici Residenze sanitarie assistite (Rsa). Il provvedimento non è esecutivo nei confronti di Fitto, perché egli è stato eletto alle ultime elezioni politiche alla Camera dei Deputati nella lista di Forza Italia.
L’ex presidente della Regione Puglia è accusato di due episodi di falso, di altrettanti episodi di concorso in corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, e di concorso nel finanziamento illecito ai partiti.
La accuse fanno riferimento al fatto che il movimento politico creato da Fitto nelle ultime elezioni regionali, "La Puglia prima di tutto", ha beneficiato di una donazione liberale di 500 mila euro (ritenuta dai pm provento della corruzione) elargita dall’imprenditore romano Giampaolo Angelucci (da oggi agli arresti domiciliari) per far fronte alle spese della campagna elettorale del partito. Secondo l’accusa, in cambio del contributo di 500 mila euro, al gruppo capeggiato da Angelucci fu assegnato dalla giunta regionale pugliese, per il tramite di presunti abusi compiuti da Fitto, l’appalto per la gestione delle undici Residenze sanitarie assistite (Rsa). L’inchiesta si avvale di numerosissime intercettazioni telefoniche e del sequestro di vari documenti.
Su disposizione della magistratura barese sono stati sottoposti a sequestro preventivo beni immobili, quote societarie, autoveicoli e conti correnti bancari per un valore stimato in 55 milioni di euro. Si tratta di beni di proprietà dell’imprenditore romano Giampaolo Angelucci, dell’ex presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto, e di quattro società del gruppo Tosinvest (della famiglia Angelucci). Il sequestro ha valore anche nei confronti di Fitto, pur essendo questi un deputato.
Per quanto riguarda i conti correnti bancari, il sequestro riguarda non solo le somme depositate ad oggi, ma anche quelle che dovessero confluire sui conti, non oltre la somma complessiva di 500 mila euro per il sequestro preventivo (pari all’ammontare del presunto importo della tangente versata), e di circa 54,5 milioni di euro a titolo di sequestro per equivalente. In 54,5 milioni è infatti stimato dai consulenti della Procura di Bari il margine operativo lordo (cioè l’ipotetico profitto) che il Gruppo di Angelucci avrebbe ottenuto aggiudicandosi l’appalto per la gestione delle undici Rsa (residenze sanitarie assistite) pugliesi.
Le residenze di cui si tratta sono localizzate a Torricella, Alberobello, Andria, San Nicandro, Alessano, Crispiano, Locorotondo, Campi Salentina, Modugno, Troia, Ostuni.

Appalti, Fitto nei guai
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4 commenti:

spada01 ha detto...

Fa piacere sapere che qualcuno in questa valle di lacrime abbia delle certezze incrollabili: Berlusconi è un rompiballe o peggio, i magistrati sono sicuramente buoni quando attaccano alcuni, stanno commettendo un palese errore quando attaccano altri, ecc. ecc.
Complimenti.
Bella mossa, non originale, ma bella mossa!

Anonimo ha detto...

guarda che TUTTI sono innocenti fino a quando non si dimostra la colpevolezza.. e non soltanto quando ad essere accusati sono rappresentanti del centro destra.
TUTTI i partiti prendono soldi dagli imprenditori..
Cosa credi che il nostro capacissimo impeccabile e onestissimo presidente Vendola abbia rotto il porcellino?? o gli ha prestato i soldi cappuccetto rosso o meglio il principe azzurro?

giuseppe1 ha detto...

Io credo ke non si possa far passare in questa barbara maniera ciò ke si sta compiendo ai danni di Fitto (e logicamente a Forza Italia) ed alla Chiesa. I magistrati, lo dicono tutti, sono una categoria che, per usare un eufemismo, non guarda certamente a destra. L'attacco concentrico alle forze politike di centro destra ed alla Chiesa leccese sono la conferma ke l'emergenza democratica c'è, esiste ed è in stadio ormai avanzato. Resistere, Resistere, Resistere sta volta tocca a noi gridarlo ed affermarlo.Un azzurro

Anonimo ha detto...

www.raffaelefitto.it