11 giugno 2006

Colombo e Celentano - Botta e risposta

Un articolo di Adriano Celentano, pubblicato sul Corriere della Sera del 4 giugno 2006, dal titolo "Meglio che Silvio e Romano si parlino: la lezione della parata rock" ha provocato una "Lettera a Celentano" di Furio Colombo, pubblicata su l'Unità del 6 giugno 2006, con controrisposta di Celentano intitolata "C'è una sinistra che non è rock", pubblicata su l'Unità del 10 giugno 2006.
L'occasione è stata data dalla parata militare del 2 giugno ai Fori imperiali di Roma.
Non farò una sintesi dei tre interventi, che affrontano importanti e fondamentali temi della politica e della società italiana di oggi; già solo i titoli degli articoli sono una spia eloquente dei contenuti. Farò qualche mia considerazione su alcuni punti di quegli articoli.
Sono in totale disaccordo con l'affermazione di Celentano «credo che la missione italiana in Iraq è di pace e non di guerra». Laggiù si sta combattendo una sporca guerra, con centinaia di migliaia di morti civili e militari, che aumentano di giorno in giorno. Causa di quei morti è l'invasione americana, che ha fatto aumentare e non diminuire il terrorismo. Non vedo l'ora che i militari italiani lascino l'Iraq.
Dai due suoi articoli si evince che Celentano è un cerchiobottista, un colpo a destra ed un colpo a sinistra, con però maggiore simpatia dichiarata per Berlusconi. Scrive infatti che in Italia c'è «voglia non solo di pace ma di ricominciare e ricominciare, attenzione, non vuol dire ricominciare dal dopo Berlusconi come se lui avesse sbagliato tutto». Eh no, caro Celentano, Berlusconi non è un semplice "furbetto" che ha approfittato del cambio della moneta, ma è stato un grande furbone. E poi che Berlusconi sia «uno a cui si può dire tutto, tranne che non sia rock», lo lascio credere a te, io la penso diversamente.
Concordo invece con Furio Colombo quando sostiene che, contrariamente a quello che pensa e si auspica Celentano, la destra e la sinistra non siano la stessa cosa. La democrazia esiste se «circolano idee diverse». Anch'io mi auspico, come Colombo, «un'altra unità, quella delle persone libere che non temono di pensarla diversamente e di sentirsi dire che sono portatori di odio se criticano il capo».
Caro Celentano, a sentire quel che dici, anche tu ti sei lasciato ammaliare da Berlusconi. Solo chi è cieco e non ragiona può dire che «non si può disconoscere l´abilità di quel Silvio che, in campagna elettorale, con le sue sole forze, è riuscito a rimontare un distacco di ben 15 punti, portandosi praticamente a un pareggio che sapeva quasi di vittoria». E tutte le televisioni pubbliche e private, le platee degli industriali amici, gli insulti e le menzogne contro gli avversari senza contraddittorio, dove le mettiamo?
Caro (?) Celentano, sei proprio lento.

2 commenti:

aa ha detto...

"centinaia di migliaia di morti civili e militari".

magari, prima di parlare, faresti bene ad informarti.

Le stime dicono che i morti sono sui 40.000. Incluse le vittime della mattanza di zarqawi e dei baathisti.

aa

Anonimo ha detto...

Solo 40.000?
Quasi quasi quest'anno le mie vacanze le passerò a Nassirya.

Marcello