27 maggio 2006

Tettamanzi per il voto agli immigrati

L'arcivescovo di Milano cardinale Tettamanzi non teme i politicanti e non ha paura di dire pane al pane e vino al vino. L'altro giorno intervenendo ad un convegno della Cassa di Commercio ha usato parole chiarissime per dire cosa pensa del fenomeno dell'immigrazione. Ha chiamato i migranti «miei figli carissimi», ed ha detto loro, parlando di Milano: «Questa è la vostra città. Questa è la vostra casa. Milano farà di voi, come con tanti altri nel corso dei secoli, dei suoi veri figli. E da voi si aspetta che diate il meglio per costruirla, bella e forte».
Ed ha auspicato il voto agli immigrati, quanto meno nelle elezioni amministrative, ed il loro libero accesso agli incarichi pubblici.
Questa chiara presa di posizione dell´arcivescovo, proprio alla vigilia delle elezioni comunali, ha suscitato le ire dei centrodestri milanesi. Per loro l'intervento di Tettamanzi è stato come un sonoro schiaffo. Anche perché quella proposta fa parte del programma elettorale di Bruno Ferrante, candidato dell´Unione.
Ed il cardinale rincara la dose, per evitare equivoci: «I fenomeni migratori vanno certo regolamentati e disciplinati perché contribuiscano al bene di tutti. Ma questo non deve mai giustificare nessun tipo di discriminazione, ne può mai nascondere o favorire una mentalità intollerante o un clima di costante intimidazione, che alla fine portano a molteplici forme di conflittualità e di lacerazione e aprono la strada a possibili violenze». Non poteva esserci una condanna più chiara e più spietata della politica xenofoba della Lega e della destra italiana.
Gli attacchi volgari di questa parte politica non si sono lasciati attendere.
L'europarlamentare leghista Matteo Salvini si è rivolto all’arcivescovo con parole cariche di odio: «Caro monsignor Tettamanzi – è riportato nelle pagine locali del Corriere della Sera – per fortuna il sindaco di Milano lo voteranno i milanesi. Se i vescovi la mattina si alzano e pensano di essere degli imam, lo facciano pure, ma non a Milano. I vescovi pensino, anziché agli immigrati, ai milanesi poveri e a quelli che non vanno più in chiesa perché sono stufi marci».
Bel modo di rispettare, da parte di uno che si dice cattolico, il capo della sua chiesa. Il crocifisso viene usato come una clava sulla testa di un arcivescovo. Ben a ragione Fabio Brioschi scrive su aprileonline: «E questi sarebbero i difensori dell’identità cattolica? Ma Salvini lo ha mai, non dico letto, ma anche solo sfogliato il Vangelo? Davvero i cattolici milanesi possono riconoscersi nello sbraitare di un leghista che predica odio anziché tolleranza e accoglienza?».
E non è da meno la censura che è venuta dall'esponente di un partito che ama ostentare l'ispirazione cristiana. Luca Volontè dell'Udc si spaccia per interprete autentico della verità cattolica in politica e scomunica il cardinal Tettamanzi. «Ognuno di noi - avverte - ha un dovere in più, nelle ore che ci dividono dal voto di importanti città, tra cui Milano. Astenersi dal prender parte e dal 'citare' punti del programma dei singoli candidati è appunto un dovere civile e nello stesso tempo un esercizio della virtù della prudenza». Il cardinale è avvertito.
Ma Tettamanzi va avanti per la sua strada e sottolinea che in senso cristiano la risposta al disagio sociale «deve partire dalla considerazione che ha maggiori diritti non chi possiede da più tempo la residenza in città, ma soltanto chi ha più bisogno, sia egli residente da lunga data o migrante».
Domani si vota a Milano e non sappiamo chi vincerà. Ma i principi proclamati da Tettamanzi sono irrinunciabili.

Tettamazzi: sì al diritto di voto alle amministrative per gli immigrati
Il cardinal Tettamanzi: voto agli immigrati. E la destra insorge
Milano: Tettamanzi, "Sì al voto per gli immigrati"

5 commenti:

Observer ha detto...

Che bello leggere questo post...e sapere che dalla chiesa, oltre che censure e chiusure, ci si possa aspettare delle simili prese di posizione! :-)

Quello che guida i camii ha detto...

"Ha maggiori diritti chi ha più bisogno", bene.

Per esempio le migranti di fede musulmana che all'interno delle famiglie e comunità di appartenenza hanno veramente molto bisogno di non essere conculcate da mariti, padri e fratelli retrogradi.

Hanno il diritto di decidere della propria vita, del proprio clitoride ecc.

Quando, S.E. il Cardinale Tettamanzi prenderà posizione a favore di queste sue figlie carissime?

Anonimo ha detto...

Però quando la chiesa cita i punti di programma della destra - velatamente incitando a votare CDL - gli va bene!
E chiaramente iniziano a sbraitare che la sinistra vuole mettere il bavaglio alla Chiesa... che buffoni!
alessandra

Tisbe ha detto...

Fa piacere sapere che ancora ci siano prelati che parlano fuori dal coro. Se siamo tutti figli di Dio perché molti cattolici cr4edono che sia lecito discriminare?

Quello che guida i camii ha detto...

Tisbe,

Ma secondo te questo è parlare fuori dal coro?

Secondo me questo è belare nel coro del gregge politicamente corretto.

Parlare fuori del coro, per S.E. Tettamanzi, sarebbe stato prendere le difese delle donne musulmane discriminate, non dai cattolici, ma dagli stessi musulmani. O denunciare il fatto che i musulmani che decidono di convertirsi ad altra religione vengono automaticamente condannati a morte. O chiedere ai paesi musulmani di non discriminare i cristiani. Come ha fatto il Papa, finalmente.

Tu dici che i cattolici discriminano? Io dico che chi vuole venire in Italia a cercare un futuro migliore, lavorando e contribuendo al benessere del paese che lo accoglie, deve accettare e interiorizzare i principi della nostra civiltà ANCHE SE SONO IN CONTRASTO CON LA SUA RELIGIONE e la sua cultura ("cultura" in senso antropologico, naturalmente), altrimento va sbattuto fuori a CALCI IN CULO!

E non mi verrai a dire che il rispetto dei diritti e del corpo delle donne e la libertà di culto e la libertà personale ecc. ecc. ci sono stati imposti dal Vaticano eh?

E allora benvenuti i figli carissimi di Tettamanzi, ma se pretendono di continuare a comportarsi, in Italia, come si comportano nei loro paesi retrogradi ALLORA FUORI A CALCI IN CULO!