8 maggio 2006

Al posto di D'Alema

La ragione dice che la Cdl (Berlusconi) accetterà la candidatura di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica e che quindi Napolitano sarà il prossimo Presidente.
Ma il cuore vorrebbe che dopo le prima tre votazioni infruttuose rientrasse in campo la candidatura di D'Alema per essere eletto dalla maggioranza sufficiente del centrosinistra.
Se io oggi fossi stato in Parlamento avrei votato, come testimonianza, D'Alema. Non si può nel giro di una nottata dimenticare quello che si è pensato e detto per giorni e giorni. Fassino, Bertinotti, Diliberto ed altri della compagnia del centro sinistra ci hanno detto in lungo ed in largo ragioni e motivazione per convincerci della bontà della scelta di D'Alema a Presidente della Repubblica. Mieli, Scalfari, Padellaro, Feltri, Ferrara, Rossella ci hanno bombardato con i loro editoriali argomentando che D'Alema poteva andare bene sia a destra che a sinistra. Rossi e Confalonieri hanno detto che l'industria italiana ne avrebbe tratto vantaggio con D'Alema al Quirinale. Perfino il giornale dei vescovi aveva riconosciuto a D'Alema indipendenza e autorevolezza.
Ed ora contrordine, compagni e lettori, "Baffino di ferro" può andare meglio come Ministro degli Esteri, al Quirinale mandiamoci l'ultraottante principe Giorgio. Farà cantare Fratelli d'Italia e sventolerà il tricolore.
Il Vaticano dice che è meglio Napolitano di D'Alema. Il centrodestra non si lasci sfuggire l'occasione.
D'Alema, che conduce direttamente la partita, ha capito l'antifona ed ha telefonato direttamente a Napolitano invitandolo a scendere in campo, non abbiamo ancora capito bene se per fargli fare il capitano o il gregario.
Noi ci illudiamo, o se volete speriamo, che D'alema stia ancora giocando per sé.
Al posto di D'Alema, per noi, c'è ancora D'alema come migliore piazzato nella corsa per il Quirinale.
Se così non sarà avremo poi tempo per tessere le lodi di Napolitano.

Rossi: dico D’Alema, è un vero liberale

1 commento:

insolitacommedia ha detto...

Va' a leggere l'editoriale del Riformista on line. Forse v'è contenuta qualche illusione, però il rapporto tra D'Alema e Napolitano non è e non può essere quello che passa tra un capitano e un gregario.
A me pare che ci si dimentichi del fatto che si deve andare a governare e ancora non ho capito come si può rimediare al "problemino" del Senato.

Napolitano alla presidenza della repubblica può servire a molto e per D'Alema si aprirebbero nuovi e inediti scenari. Anche nel futuro "partito democratico".

Comunque un ds al colle è un risultato insperato. E tutto è partito seguendo un copione "devastante", quasi come nel precedente governo. Spalla dopo spallata.
Speriamo che ci di fermi qui...