11 maggio 2006

Il Pacs non sia con voi

Patto Civile di Solidarietà
E' ovvio che il Papa può dire ciò che vuole, ma è altrettanto ovvio che quello che dice è valido per i cattolici che si riconoscono nel suo insegnamento. Non può diventare vincolo per uno stato laico, che ha suoi strumenti normativi e suoi principi a cui ispirarsi.
Papa Benedetto XVI Ratzinger così oggi ha pontificato: «Il vero amore è possibile solo tra uomo e donna e si attua nella sua forma più importante che è il matrimonio». Legittima affermazione, valida per lui e per chi crede in lui.
Gli Stati nazionali, nell'interesse dei loro cittadini, hanno fatto o possono fare scelte diverse.
Il filosofo Giulio Giorello, nel suo libro best-seller "Di nessuna chiesa" condivisibilmente afferma: «Brutti tempi quando non si applica più il precetto evangelico "Date a Dio quel che è di Dio", con quel che segue. Voler imporre a Cesare le regole morali della Chiesa è disastroso per lo stesso cristianesimo, oltre che per le leggi della Repubblica».
D'altra parte l'immagine di coppie gay o lesbiche che mano nella mano in municipio pronunciano il fatidico "sì", e non solo in Olanda, ma anche nella cattolicissima Spagna, agita le gerarchie ecclesiastiche.
Per accettare questa visione bisogna avere il coraggio di guardare alla società com'è e non come si vorrebbe che fosse.
Il 28 aprile 2006 il deputato ds Franco Grillini ha presentato alla Camera dei Deputati una proposta di legge sul Pacs. Questa proposta ripropone con qualche aggiustamento quella presentata dallo stesso Grillini nella passata legislatura e che fu firmata da 161 parlamentari di vario orientamento politico. Le prime cinque firme erano quelle di Grillini, Pollastrini, Violante, Fassino, D'Alema.

Pacs. Benedetto XVI: il vero amore e' possibile solo tra uomo e donna, e nella forma del matrimonio
Di che pacs sei?
Unione civile
PACS. Patto Civile di Solidarietà

3 commenti:

fabri84 ha detto...

ma il papa non ha potere normativo ed esecutivo. Lui si limita a far riflettere i cattolici su quanto ritiene essere importante. Spesso è purtroppo inascoltato. Ma è bene che nell'agorà della politica siano rappresentate più voci e opinioni possibili, che si possono discutere sulla base del bene comune, dei principi etici condivisibili, della libertà di scelta e del rispetto della coscienza. In questo processo la voce del papa è autorevole, difende l'autonomia di giudizio dai poteri forti, interroga le coscienze, contribuisce a una moralizzazione della società secondo principi etici. Discutiamo pure, ma non pensiamo che il papa voglia comandare in parlamento in modo autoritario. Fabrizio

Carmelo ha detto...

La sovrastruttura socialista conosciuta come "religione cattolica" pretende, tramite le parole del suo leader maximo, di influire anche sulle scelte di coloro che non credono in lui.
Quando si parla di pace si mantiene sul vago.
"Mi auguro che la luce di Dio illumini gli uomini e dia loro la pace".
Non dice che vuole le truppe via dall'Iraq, no.
Si mantiene sul vago. Retorico.
Ma quando si parla di pacs...
Lui può dire ciò che vuole, ovvio.
E la gente deve essere libera di fare ciò che vuole.
Anche in Italia.
Anche se alla chiesa non piace.

Anonimo ha detto...

Non so se il cosiddetto papa Benedetto XIV voglia comandare in Italia in modo autoritario, anche se le reazioni indispettite delle gerarchie cattoliche ogni volta che si parla di PACS in Italia (o che si legalizzano in qualche altro Paese) non permettono affatto di escluderlo, se solo si vogliono valutare fatti ed espressioni con un minimo di razionalità.

Quello che però so è che, ogni volta che le gerarchie cattoliche parlano di "condotta oggettivamente disordinata ed immorale " (oggettivamente?!?) o di "amore debole", riferendosi alle persone omosessuali ed ai loro sentimenti, risultano insultanti nei confronti della sensibilità di tali persone e, se davvero fossimo in un Paese normale, sarebbero insultanti anche per la logica comune.