
Parlando con la stampa estera dell´ex premier, il regista non ha usato giri di parole per descrivere un innaturale competitore politico «che per 15 giorni non riconosce la sconfitta e parla di brogli nel silenzio dei suoi alleati. Facendo così sentire i suoi elettori non sconfitti ma derubati». Un atteggiamento «molto grave in democrazia». Per questo considera il suo film ancora attuale, raccontando di un Cavaliere che scorazza «nelle istituzioni, disprezzandole».
Moretti, già vincitore 5 anni fa della Palma d'Oro per La stanza del figlio, oggi si ripresenta sulla Croisette con un film "anche" politico che riguarda Silvio Berlusconi.
«Nel mio film, soprattutto nel finale, - dice Moretti - ho voluto sottolineare la pericolosità di quel modo di stare nelle istituzioni disprezzandole che è proprio di Berlusconi».
Il film proiettato ieri a Cannes, in concorso, ha riscosso un grande consenso di pubblico. Chissà se succederà lo stesso con la giuria.
Intanto a Cannes Nanni Moretti ha già ricevuto, per Il caimano, il "Premio Arcobaleno Latino", creato da Gillo Pontecorvo. Questa la motivazione: «Il premio va a un maestro tra i maestri del cinema europeo per una storia che è riflessione e testimonianza sullo stato della nostra civiltà. Il ritratto amaro e impietoso di una crisi d'identità collettiva che è deriva morale, culturale e politica dei singoli". Il caimano viene definito come «un atto di cinema coraggioso, maturo e indipendente, sorretto da un cast eccellente, dalla materiale presenza di Silvio Orlando a quella lunare di Margherita Buy, dalla trasognata vivida fotografia di Arnaldo Catinari alle immaginifiche suggestioni sonore di Franco Piersanti. Moretti unisce l'amore per il cinema con quello per la politica».
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