10 maggio 2006

Abbiamo il Presidente

Con il mal di pancia saluto Giorgio Napolitano come nuovo Presidente della Repubblica. Non sono un direttore di giornale, non sono un dirigente politico, quello che scrivo vale quindi solo per me. Io tesserato Ds avrei preferito a Presidente Massimo D'Alema. Per me la candidatura di Giorgio Napolitano, avanzata anche da D'Alema, aveva una logica nel tentativo di raccogliere sul suo nome anche i voti della destra. Ma quando è stato chiaro che questo non sarebbe avvenuto e che il Presidente sarebbe stato eletto solo con il voto del centrosinistra, allora bisognava essere tornati alla proposta originaria della sinistra: eleggere D'Alema.
Non ho mai apprezzato le sparate di Francesco Cossiga, ma questa volta condivido la sua valutazione. Dopo aver affermato, prima del voto, che se i Ds avessero indicato quale candidato unitario Giorgio Napolitano l'avrebbe votato, aggiunge: «anche se non con grande convinzione politico-istituzionale. E' mia ferma opinione che la candidatura di D'Alema sia la migliore "garanzia politica", la via migliore per sanare le ferite di una campagna elettorale dura. Chi ha cospirato contro di lui lo ha fatto per impedire che la "politica" torni al centro della vita istituzionale del Paese».
Ritengo che Berlusconi preferiva l'elezione di D'Alema al Quirinale, senza però votarlo. Ma ha giocato male la partita, dimostrando ancora una volta la sua scarsa capacità politica.
Ma ora, noi di sinistra, sfruttiamo e valorizziamo l'elezione di Napolitano.
50 anni di iscrizione al «Partito». Pci, Pds, infine Ds: un percorso senza strappi, abiure o colpi di spugna.
Segretario delle federazioni comuniste di Napoli e Caserta, partenopeo nella discendenza politica da Giorgio Amendola e nelle liste per le elezioni politiche, Napolitano è però anche profondamente legato a Roma.
«Tanto per cominciare – racconta Napolitano di sé - quando mi sono avvicinato e iscritto al Pci, a Napoli nell'ormai lontano 1945, fui spinto, ben più che da qualsiasi scelta ideologica, da un senso di rivolta morale. Uscivamo da una guerra distruttiva, eravamo nel pieno di una occupazione militare. Lì, tra antiche miserie e nuove speranze, la mia formazione politica è avvenuta a contatto con il mondo delle fabbriche, delle sezioni, dei quartieri, dei paesi della provincia, tra la gente del popolo. Certo, per non aver ceduto alla demagogia posso aver pagato il prezzo di non essere circondato da entusiasmi, ma francamente non ne sono pentito».
Viva Napolitano.

3 commenti:

beppecavallo ha detto...

La mia maggiore soddisfazione sta nel fatto che finalmente nella storia repubblicana viene eletto un Liberale - Comunista. Già perchè ciò di cui abbiamo bisogno, sta innanzi tutto ristabilire i più elementari principi di liberalismo contenuti nella Costituzione: garantire a tutti i cittadini pari dignità sociale e pari opportunità di sviluppo economico; garantire x tutti i cittadini libertà d'informazione e di accesso ai più elevati gradi di istruzione; garantire a tutti i cittadini uguaglianza di trattamento di fronte alle leggi dello Stato. E tutto ciò in un quadro di parità di trattamento generalizzato senza accordare privilegi di sorta nè a ceti sociali nè tantomeno a posizioni predominanti in ogni campo della vita sociale e imprenditoriale.

Spero che in collaborazione col nuovo governo dell'Unione possano essere conseguiti tali risultati.
Sono certo che sarà
al di sopra delle parti, e sono anche dell'idea che l'elezione di Napolitano porrà un freno alla smania di inciucio che sarebbe prevalsa con un'elezione di D'Alema
Voglio sperare che la debolezza numerica della maggioranza parlamentare dell'Unione, rafforzi la coesione politica della coalizione fino a sconfiggere agni deriva centrista e qualifichi l'azione di governo con scelte che ripristino innanzi tutto il principio del rispetto della legalità in tutti i settori della vita sociale.
Tralascio ogni commento sul comportamento della CDL xchè è chiaro da tempo che sta giocando al tanto peggio.
Ciao, buona notte, Beppe

roccobiondi ha detto...

Ciao Beppe.
I principi di cui tu parli sono anche i principi del sano comunismo.

Anonimo ha detto...

evviva, ora la dittatura comunista filoterrorista è completa!