6 luglio 2006

Abbasso i tassinari e gli avvocati

Essendo io un consumatore è ovvio che sono dalla parte dei consumatori e contro i tassinari e gli avvocati. Queste due ultime sono le categorie più incazzate contro il decreto legge varato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri. Decreto contenente il "pacchetto Bersani" con le norme sulla competitività e la tutela del consumatore.
Sono le due categorie che più fregano soldi a noi poveri cittadini impotenti.
Vivo in un piccolo paese dove i taxi non esistono, perché non ce n'è bisogno, ci si sposta a piedi da una parte all'altra; ma quando vado nelle città le mie finanze personali non mi permettono di poterli usare, uso mezzi più popolari e più economici. Ed allora ben vengano strumenti e mezzi che facciano aumentare il numero dei taxi ed abbassare il costo delle corse.
Per quanto riguarda gli avvocati, purtroppo per difendermi da soprusi ho avuto bisogno di loro. Mi hanno svenato. Ed allora ben venga la concorrenza e la contrattazione preventiva. Voglio pagare a risultati conseguiti e non prima.
Sono andato on line a dare uno sguardo ai giornali dei consumatori. E' tutto un inneggiare al decreto Bersani. Era ora! Lo chiedevamo da sempre! Ora non bisogna fermarsi!
Il Salvagente, in edicola da oggi, ha una copertina che dice più di un lungo articolo: "Liberalizzazioni, che ventata". Una ventata che porta freschezza e tante speranze.
Altroconsumo parla di «un decreto, non solo dalla parte dei consumatori, quindi, ma anche nell’interesse generale del Paese e del rilancio economico che sarà in questi mesi contrastato in tutti i modi da coloro che vogliono difendere gli interessi di categoria e i privilegi di corporazione». Altroconsumo lancia anche una petizione in favore del Pacchetto Bersani, alla quale io ho già aderito; fatelo anche voi.
Cittadinanzattiva inneggia ad «una riforma che recependo in larga misura istanze e proposte avanzate da anni da Cittadinanzattiva e da diverse altre Organizzazioni dei consumatori, ha il grande pregio di introdurre misure in grado di dare finalmente voce ad una vasta maggioranza di cittadini consumatori che in questi anni hanno visto progressivamente ridursi sempre di più il proprio potere di acquisto – già prima dell’introduzione euro e ancora di più dopo – anche a causa dell’ingiustificato consolidarsi di interessi fortemente corporativi rispetto all’interesse generale del Paese. E’ grande auspicio di Cittadinanzattiva che il Governo prima e il Parlamento poi, s’impegnino affinché la strada intrapresa venga percorsa fino in fondo».
Codacons lancia a Bersani la sua parola d'ordine: «Non cedere di un millimetro sul decreto che favorisce anche gli stessi tassisti, e andare avanti sulla strada delle liberalizzazioni».

13 commenti:

supramonte ha detto...

avanti miei Prodi! ;)
scherzi a parte, se dai un'occhiata al mio ultimo post scoprirai quanto sono d'accordo con te! come dice il codacons, non bisogna mollare di un centimetro perchè ora sono in gioco non solo le liberalizzazioni del pacchetto Bersani, ma anche tutte quelle future: questo è un test...

enzo_b ha detto...

io comprenderei in questa categoria i medici che effettuano visite a pagamento a volte (spesso) anche in ospedale durante il loro orario di servizio. Quando a questi gentiluomini si chiede la fattura tu dicono con un sorriso ipocrita che il prezzo diventa piu' alto in quel caso. Sono degli sciacalli...

francesco ha detto...

non generalizziamo però! perchè c'è anche l'avvocato fresco fresco di esame di STato che senz'altro prenoterà un appuntamento a palazzo chigi per baciare mani e piedi al ministro Bersa!

Anonimo ha detto...

Questa gente deve andare affanculo, ecco tutto. La flessibilità la si nomina solo quando è il dipendente a dover sgobbare, invece loro vogliono veder rispettato il proprio diritto a rubare, come hanno sempre fatto.

azael ha detto...

e i dentisti? nessuno pensa ai dentisti? Qualcuno pensi ai dentisti!

Anonimo ha detto...

Sono un giovane avvocato.
Ho una dipendente che, a partire da settembre, dovrà trovarsi un altro lavoro.
Ho provato a proporle di lavorare gratis e di partecipare agli eventuali utili delle mie cause vinte, senza ferie pagate, tredicesima, quattordicesima, tfr, malattia,.... ma mi ha risposto di no.
Chissa perchè ?
Meditate sui privilegi dei dipendenti, per favore.
lexper

giuseppe ha detto...

Viva gli autonomi ed i liberi professionisti. Ma come si vede quando a postare è un bel dipendentuccio che col suo stipendiuccio sicuro sicuro non comprende cosa vuol dire essere autonomo o libero professionista. Prima cosa è risaputo come si diventa dipendente statale, parastatale, etc. etc. ( tiro fuori gli operai da questo sfogo ), senza calcio nel sedere non si va da nessuna parte. Il libero professionista o l'autonomo sgobba dalla mattina alla sera senza tutela in caso di malattia, le ferie non sono garantite da nessuno, e non si mangia se non si ha clientela. Cari dipendenti (escludo gli onesti operai) che letteralmente rubate il vostro stipendio io vi invidio quando vi vedo "lavorare" siete giocondi, la pelle liscia, niente preoccupazioni ....tanto il 27 arriva eccome se arriva. Farò a Bersani una proposta: perchè non si fa una turnazione, 5 anni voglio essere lavoratore dipendente e 5 anni libero professionista. Un azzurro

roccobiondi ha detto...

Io ho fatto per quindici anni l'artigiano "autonomo"... e non son morto di fame.

Anonimo ha detto...

Anonymous said...

"Sono un giovane avvocato.
Ho una dipendente che, a partire da settembre, dovrà trovarsi un altro lavoro.
Ho provato a proporle di lavorare gratis..."

Macche' gratis: prova a contattare Salvatore Sottile, l'ex portavoce di Gianfranco Fini, vedrai che un posto come mignotta glielo trova di sicuro.

Anche te, non disperare, qualche dritta su come diventare pappone, Salvatore te la da': aggratiss

giuseppe ha detto...

Ma quando? fallo adesso l'artigiano caro rocco vedrai cosa è cambiato e quanto costa. Un azzurro

Marco Bisi ha detto...

Sei un COGLIONE come BERSANI. Vedrai quando per fare qualsiasi cosa dovrai passare dalle... COOP ROSSE!!!!
Evidentemente è difficile capire che non si tratta di liberalizzare, ma bensì di creare un vero e proprio monopolio dei servizi a favore dei soliti impuniti STRONZI

roccobiondi ha detto...

Io ad acquistare dalle COOP ROSSE ci vado già, per mia scelta.

Anonimo ha detto...

A proposito di STRONZI; che gli imprenditori italiani siano un branco di spregevoli falliti, lo sanno persino a Timbuctù. Per oltre mezzo secolo non hanno saputo fare altro che piazzare la loro paccottiglia di merda, nei paesi del terzo mondo, solo grazie alla reiterata svalutazione della moneta nazionale, trascurando la ricerca e lo sviluppo. Se oggi l’economia nazionale è al collasso, vista l’impossibilità di ricorrere alla svalutazione per piazzare la loro paccottiglia, lo dobbiamo a questi miserabili, squallidi pezzi di merda.

Per quanto riguarda le liberalizzazioni, è noto anche ai più imbecilli (ma gli imprenditori nostrani, evidentemente, si collocano al più basso livello antropologico sinora conosciuto), che i maggiori economisti italiani, da Tito Boeri a Riccardo Faini, da Andrea Ichino a Giuseppe Piasuro, da Carlo Scarpa ad Andrea Boitani, da Luca Pellegrini a Giuseppe Tesauro, da Paolo Panteghini a Marco Ponti, e tanti altri, sono concordi nel ritenere che una delle misure più importanti per rilanciare l’economia e la competitività, consista nello spezzare i privilegi delle rendite da posizione, i monopoli, gli oligopoli, i prezzi e le tariffe gonfiati a dismisura per tosare i cittadini.

Bisogna poi ricordare, a questi rozzi trogloditi, che la liberalizzazione è una politica che è stata proposta in primo luogo dal centrodestra, il quale non ha saputo né voluto abbattere le corporazioni per motivi di vigliaccheria e di tornaconto elettorale. Il giornalista del settimanale Panorama Antonio Galdo, ricorda, in un libro edito dalla Mondadori di Berlusconi, che le corporazioni sono un diretto retaggio del medioevo, dell’Italia del Trecento, quella dei comuni e dei mestieri, quella delle arciconfraternite scolpita nel bianco delle tombe al cimitero del Verano. E dell’Italia del duce, che reinventò la camera dei fasci e delle corporazioni sul modello medioevale.

E ci ricorda, in questa italietta feudale, le storture dei baroni delle corporazioni. Di tassinari che dividono il mondo in due: da una parte coloro che difendono i loro interessi, dall’altra tutto il resto.
E chiedono: il riconoscimento della loro attività come lavoro a rischio, con relative malattie professionali da liquidare; gli sconti per la benzina, i pezzi di ricambio delle automobili, le polizze di assicurazione; lo status, ai fini previdenziali, di dipendenti pubblici. Respingono: l'aumento delle licenze, la modifica dei turni, la liberalizzazione delle tariffe. Il tutto ovviamente a spese del contribuente.

Ha ragione l’anonimo che, precedentemente, ha postato: “Questa gente deve andare affanculo, ecco tutto.”

Antonio Galdo, Guai a chi li tocca, Mondadori, Milano, 2000

AA.VV., Oltre il declino, Il Mulino, Bologna, 2005