2 marzo 2008

La masseria delle allodole, film di Paolo e Vittorio Taviani

Settimo film del Cineforum Grottaglie 2008

Una pagina di storia, più che dimenticata mai scritta, rimossa e negata dalla nazione turca. Si tratta dell’olocausto degli Armeni perpetrato dai Turchi nel 1915. Un milione e mezzo di Armeni, uomini donne bambini, massacrati. La Turchia che sta per entrare nella Comunità europea non ha ancora chiarito questa tragica pagina della sua storia. Noi della vecchia Europa dovremmo chiederne conto. I fratelli Taviani con il loro bel film ci aiutano in quest’opera di chiarimento.

Trama
Turchia, 1915. In una cittadina vive la benestante famiglia armena degli Avakian. Nel giorno in cui vengono colpiti dal lutto per la morte del patriarca anche il generale Arkan, capo della guarnigione turca, è presente alle esequie. È il segno di un rapporto, se non di amicizia, di reciproco rispetto tra le due comunità. Ma i Giovani Turchi hanno già pronto un piano per creare la Grande Turchia in cui non ci sarà posto per i ricchi e ‘traditori' Armeni. Nessuna mediazione si rivela possibile. Dalla capitale partono per ogni dove gruppi di militari con l'ordine di uccidere sul posto i maschi (di qualunque età essi siano) e di deportare le donne e le bambine per poi massacrarle nei pressi di Aleppo. La famiglia Avakian viene smembrata e la giovane e vitale Nunik farà di tutto per salvaguardare la vita delle più piccole.

Recensione
Solo negli ultimi anni sta emergendo la consapevolezza dei tanti genocidi dimenticati del XX secolo.
Non solo il III Reich ha cercato di perseguire in modo criminale il progetto di una Germania dei tedeschi, ma anche l'élite politica e culturale dell'ex impero ottomano ha attuato una politica simile, nell'inseguimento del sogno di una "Grande Turchia". Tale denominazione nasconde la visione di una Turchia "imperiale", che secondo il nazionalismo laico avrebbe dovuto comprendere i territori da Istanbul fino al Sinkiang cinese, abbracciando tutte le popolazioni di etnia turco-mongola.
Sarebbe sbagliato collocare tale visione politica nel passato lontano; basti pensare che ancora nel luglio del 2005 il premier Erdogan in un viaggio in Mongolia inneggiava alla presunta fratellanza tra Turchia e Mongolia.
Il genocidio del popolo armeno (la cui semplice menzione oggi in Turchia può portare fino a tre anni di reclusione come atto antipatriottico) inizia il 24 luglio del 1915 e viene attuato dai Giovani Turchi, un movimento politico che dal 1908 era di fatto alla guida del paese. Le cifre dello sterminio sono ancora oggetto di controversia, ma una cifra attendibile sembra aggirarsi intorno al milione e mezzo di assassinati tra uomini, donne e bambini.
La masseria delle allodole dei fratelli Taviani, tratto dall'omonimo romanzo di Antonia Arslan, è il primo film che affronti direttamente e a viso aperto il genocidio. Ararat, di Atom Egoyan, che pure aveva richiami evidenti alla vicenda storica faceva un operazione molto raffinata, parlando dell'instabilità dei concetti di memoria storica e di passato, di vero e falso. Nella masseria abbiamo invece un approccio diretto, in cui vengono mostrate le fasi dell'eccidio ed il suo impatto sulla popolazione armena e turca. Non tutti i turchi sono presentati come perpetratori dello sterminio, ed anzi possiamo vedere diverse sfumature: il fanatico, il collaborazionista entusiasta, l'ufficiale che deve seguire gli ordini ed il dubbioso, incredulo di fronte a tanta violenza. La responsabilità del resto viene attribuita unicamente ai Giovani Turchi.
Per quanto riguarda il titolo, è evidente il richiamo al "Giardino dei Finzi Contini" (libro e film), sia il giardino che la masseria sono dei luoghi ideali, che portano in sé una fallace forma di sicurezza destinata ad essere spazzata via dalla violenza degli uomini, dai massacri degli uomini armeni e dalle "marce della morte" riservate alle donne. Anche se la pellicola dei Taviani a volte riflette di un impianto televisivo, questo piccolo difetto è controbilanciato dai molti pregi, tra cui un cast davvero europeo. Fra gli attori, tantissimi, va citata almeno Arsiné Kanjian (di origine armena), che aveva già recitato in Ararat. Quello che è davvero importante è che la "Masseria delle allodole" porterà al grande pubblico una conoscenza, quanto meno iniziale, di uno degli eventi più drammatici del novecento, un crimine in passato "rimosso" troppo spesso da considerazioni politiche ed ideologiche.
Mauro Corso in http://filmup.leonardo.it/lamasseriadelleallodole.htm

Note tecniche
Regia: Paolo e Vittorio Taviani
Soggetto: La masseria delle allodole(Antonia Arslan)
Sceneggiatura: Paolo e Vittorio Taviani
Produttore: Stefano Dammicco, Gianfranco Pierantoni
Distribuzione (Italia): 01 Distribution
Fotografia: Giuseppe Lanci
Montaggio: Roberto Perpignani
Effetti speciali: Enrico Pieracciani
Scenografia: Andrea Crisanti
Costumi: Lina Nerli Taviani
Paese: Italia/Bulgaria/Francia/Regno Unito, Spagna
Anno: 2007
Durata: 122'
Genere: drammatico

Interpreti e personaggi
Paz Vega: Nunik
Moritz Bleibtreu: Ferzan
Alessandro Preziosi: Egon
Ángela Molina: Ismene
Arsinée Khanjian: Armineh
Mohammed Bakri: Nazim
Tchéky Karyo: Aram

Trailer

1 commento:

Claudio Arzani ha detto...

Non ho visto il film, ma ho letto (e recensito nel mio blog) il libro, davvero straordinario nel racconto di una tragedia sconosciuta.