1 giugno 2008

Gomorra, film di Matteo Garrone

Il termine Gomorra, città biblica distrutta da Dio, viene qui usato come sinonimo di corruzione e decadimento morale e umano.
A vedere il film in sala eravamo solo una diecina di spettatori. Nell’intervallo una signora ha commentato: «Mancano completamente lo Stato, la famiglia, la scuola, la Chiesa». Dalla loro mancanza scaturisce la camorra napoletana.
Nel film si rappresenta un’altra società, diversa da quella ufficiale. E’ una rappresentazione quasi asettica, senza condanna e senza accettazione. E’ la vita reale.
Il film segue quattro vicende parallele, quelle di Pasquale il sarto, la faida di Scampia, lo smaltimento dei rifiuti tossici, due ragazzi che cercano di mettersi in proprio. [Vedi Wikipedia]
Ho comprato, ma ancora non letto, l’omonimo libro di Roberto Saviano, da cui è tratto il film.
Trama
Totò ha tredici anni, aiuta la madre a portare la spesa a domicilio nelle case del vicinato e sogna di affiancare i grandi, quelli che girano in macchina invece che in motorino, che indossano i giubbotti antiproiettile, che contano i soldi e i loro morti. Ma diventare grandi, a Scampia, significa farli i morti, scambiare l'adolescenza con una pistola. O magari, come accade a Marco e Ciro, trovare un arsenale, sparare cannonate che ti fanno sentire invincibile. Puoi mettere paura, ma c’è sempre chi ne ha meno di te. Impossibile fuggire, si sta da una parte o dall'altra, e può accadere che la guerra immischi anche Don Ciro (Imparato), una vita da tranquillo porta-soldi, perché gli ordini sono mutati, il clan s'è spezzato in due. Si può cambiare mestiere, passare come fa Pasquale dalla confezione di abiti d'alta moda in una fabbrica in nero a guidare i camion della camorra in giro per l'Italia, ma non si può uscire dal Sistema che tutto sa e tutto controlla. Quando Roberto si lamenta di un posto redditizio e sicuro nel campo dello smaltimento dei rifiuti tossici, Franco (Servillo), il suo datore di lavoro, lo ammonisce: non creda di essere migliore degli altri. Funziona così, non c’è niente da fare. Matteo Garrone porta sullo schermo Gomorra, libro-scandalo di Roberto Saviano che in Italia ha venduto oltre un milione di copie, aprendo il sipario sulla luce artificiale e ustionante di una lampada per camorristi vanitosi ed esaltati. Il sole non illumina più le province di Napoli e Caserta, impossibile rischiarare questa terra buia e straniera al punto che gli italiani hanno bisogno dei sottotitoli per decifrarla. Siamo in un altro paese: all'inferno. Che non si trova nel centro della terra, ma solo pochi metri giù dalla statale o sotto la coltivazione delle pesche che mangiamo tutti, nutrite di scorie letali, trasformate in bombe che seminano tumori con la compiacenza dei rispettabili industriali del nord. Nessun barlume di bellezza dentro questo buio fitto sotto il sole; forse la bellezza è nata qui, per caso o per errore, ma è volata lontano, addosso a Scarlett Johansson, col risultato che chi l'ha partorita è rimasto ancora più solo ed impotente. Il film di Garrone è crudo e angosciante, ripreso dal vero, musicato dal suono delle grida e degli spari di Scampia. Una volta si diceva "giusto", quando dire "bello" non aveva senso. Giustissimo, dunque. Del libro, il film sceglie alcuni fili, li intreccia, s'impone come uno sciroppo avvelenato, senza la possibilità di voltar pagina o sospendere la lettura. Del libro, soprattutto, sposa il punto di vista, da dentro, e tuttavia inevitabilmente fuori, in salvo. "Ma - scrive Saviano - osservare il buco, tenerlo davanti insomma, dà una sensazione strana. Una pesantezza ansiosa. Come avere la verità sullo stomaco". Gomorra, sullo stomaco, pesa come un macigno. Solo una ruspa potrebbe sollevarlo, per "sversarlo" altrove e chiudere in circolo vizioso, come il suono del film.
Da: http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=46991
Crediti
Regia: Matteo Garrone
Soggetto: Roberto Saviano (romanzo)
Sceneggiatura: Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Roberto Saviano, Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Gianni Di Gregorio
Casa di produzione: Fandango, in collaborazione con Rai Cinema e SKY, e con il supporto del Ministero dei Beni Culturali
Paese: Italia
Anno: 2008
Durata: 135'
Distribuzione (Italia): 01 Distribuzione
Fotografia: Marco Onorato
Montaggio: Marco Spoletini
Scenografia: Paolo Bonfini
Interpreti e personaggi
Toni Servillo: Franco
Gianfelice Imparato: Don Ciro
Maria Nazionale: Maria
Salvatore Cantalupo: Pasquale
Gigio Morra: Iavarone
Salvatore Abbruzzese: Totò
Marco Macor: Marco
Ciro Petrone: Ciro (detto Pisellì)
Carmine Paternoster: Roberto
Gaetano Altamura: Gaetano
Italo Renda: Italo
Salvatore Ruocco: Boxer
Simone Sacchettino: Simone
Vincenzo Fabricino: Pitbull
Salvatore Striano: Scissionista
Vincenzo Bombolo: Bombolone
Alfonso Santagata: Dante Serini
Massimo Emilio Gobbi: Imprenditore
Salvatore Caruso: Responsabile cava
Italo Celoro: Contadino
Manuela Lo Sicco: moglie di Pasquale
Zhang Ronghua: Xian
Giovanni Venosa: Giovanni
Vittorio Russo: Pirata
Bernardino Terracciano: Zi' Bernardino
Premi
Festival di Cannes 2008: Grand Prix Speciale della Giuria, Premio Arcobaleno Latino
Trailer Gomorra

1 commento:

UniromaTV ha detto...

Al seguente link potrete visualizzare il servizio "Matteo Garrone a Tor Vergata",

http://www.uniroma.tv/?id_video=15686

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