6 agosto 2008

I leccaculi non sono fannulloni

Il decreto Brunetta è una cazzata. Fannullone non è chi non va a lavorare perché malato. Fannullone è chi va sul posto di lavoro e non fa niente. Questo tipo di fannullone è molto diffuso in tutta la pubblica amministrazione. A cominciare dalla Camera dei deputati e dal Senato della Rupubblica; e non parlo dei lavoratori dipendenti, ma dei senatori e deputati; qualcuno mi dovrebbe spiegare che lavoro fanno per meritarsi tutti quei soldi che prendono; è vergognoso vedere in televisione che mentre uno parla, ad ascoltarlo vi sono solo due o tre persone, spesso anche leggendo il giornale.
Fannullone è chi timbra il cartellino o il registro di presenza, fa un giro intorno al suo tavolo di lavoro e se ne esce a fare la spesa, a prendersi un caffè al bar (cosa che molte sentenze hanno giudicata legittima), a comprarsi il giornale, ad accompagnare il proprio figlio a scuola, a controllare gli operai che stanno ristrutturando una propria casa o stanno facendo lavori in un proprio fondo agricolo, e magari a farsi una scopatina con un/a collega di un altro ufficio più o meno vicino.
Responsabili di questi furti all’orario di lavoro sono i dirigenti, che chiudono uno o tutte e due gli occhi per non vedere, o peggio ancora non possono proprio vedere perché sono assenti pure loro. Di norma in questi casi, per evitare rischi, si ricorre allo stratagemma di firmare una richiesta di permesso breve, che poi viene strappata al rientro se non è successo niente. La durata dell’assenza può andare dai pochi minuti all’intero orario di servizio. Esiste anche la possibilità che a timbrare il cartellino o a firmare, in entrata ed in uscita, sia un collega compiacente, che a suo tempo verrà ricambiato. Ma queste cose Brunetta non le sa o non le vede.
Per poter svolgere queste attività extra lavoro in orario di lavoro è necessario che vi sia una qualche intesa tra dirigenti e lavoratori, più o meno palese, più o meno concordata. E qui entra in campo il leccaculismo, l’arte di adulare i capi per fregarli. Ai leccaculi è tutto concesso, le malefatte dei leccaculi non vengono mai viste, i leccaculi non verranno mai richiamati, i leccaculi ottengono o si prendono tutti i falsi permessi che vogliono, i leccaculi non hanno bisogno di mettersi in malattia per non stare sul posto di lavoro. I leccaculi risultano sempre presenti e verranno anche premiati. Guai per chi non si adatta a fare il leccaculo, non ha diritto a niente, deve giustificare tutto, deve recuperare anche un solo minuto di ritardo, non ottiene permessi, non può accompagnare la moglie o un figlio o un genitore in ospedale, non può andare a festeggiare un figlio che si laurea. Anche la malattia, vera o falsa che sia, deve sudarsela cara; è immediata la visita fiscale; i servizi segreti del capo sono spietati per incastrarlo. Ma queste cose Brunetta non le sa o non le vede.
Chi non è leccaculo, e non ottiene un permesso o ha esaurito i giorni di permesso, per poter fare qualcosa di indifferibile per se o per la sua famiglia deve mettersi in malattia. E con buona pace di Brunetta non può essere definito un fannullone.
Un tipo peggiore di fannullone è chi va sul posto di lavoro e col suo comportamento arreca danni agli altri. Di questa categoria fanno parte tanti dirigenti, che provano piacere sadico a massacrare i dipendenti. Questi capi sono la causa di una delle più gravi malattie dei nostri tempi: lo stress. Lo stress colpisce il 20% dei lavoratori europei ed il 27% dei lavoratori italiani. Secondo un statistica dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, in Francia si spendono 1 miliardo e 200 milioni di euro all’anno per gli incidenti e le malattie professionali legati allo stress. Mentre, sempre in Francia, secondo uno studio dell’Università della Borgogna, l’assenteismo costa solo 280 milioni di euro. [Fonte: la Repubblica 6 agosto 2008]. Se ci si allontanasse di più dal lavoro prima di essere colpiti dallo stress, prendendosi qualche giornata di malattia, anche solo come riposo, si farebbero risparmiare tantissimi soldi allo Stato e quindi a noi contribuenti. Ma queste cose Brunetta non le capisce.

2 commenti:

me ha detto...

Carissimo Rocco,
Concordo pienamente con quello che dici. Hai fatto un quadro molto realistico della situazione. Peccato che il Ministro anzichè cercare queste falle nella p.a. si sia messo a cercare vignette che lo possano riguardare da vicino!

Tisbe ha detto...

Ma cosa vuole capire Brunetta! Pensa in Germania si fa di tutto per mantenere i dipendenti senza stress: ti obbligano a rilassarti e a stare bene... ti obbligano ad andare gratuitamente alle terme, a fare sport e si occupano dei tuoi bambini.
Qui in Italia non si ha rispetto per i lavoratori. Si pensa solo al profitto.