

Bush per giustificare la guerra in Iraq si era inventate le inesistenti armi di distruzione di massa a disposizione di Saddam Hussein. Putin per giustificare l’attacco dichiara che in Georgia ed Ossezia è in atto un fantomatico genocidio. I potenti mentono senza temere che qualcuno possa smentirli. La verità se la costruiscono loro.
In Iraq la guerra ancora continua, vedremo quanto durerà in Georgia.
L’industria bellica americana continua a fare affari costruendo ed usando le armi in Iraq. La Russia non accetta che le possa sfuggire il controllo delle vie del petrolio. Apparentemente la posta in gioco è l’irrilevante Ossezia, nei fatti non si vuole che la Georgia, cerniera tra l’Occidente e l’Oriente, entri nell’orbita occidentale; la Russia perderebbe il controllo della sede di transito dei grandi oleodotti che fanno arrivare il petrolio alla Mesopotamia ed al Mediterraneo.
Le grandi nazioni occidentali invitano Putin a fermare le armi. Il piccolissimo Berlusconi, per non contraddire l’amico Putin, se ne va in vacanza in Sardegna.
1 commento:
Diciamo la verità che la Ossezia e la Abkhazia sono territori con popoli di lingua e cultura differenti, hanno dichiarato l'indipendenza nello stesso periodo della Georgia, ma mai riconosciute a livello internazionale e governano i loro Paesi in piena indipendenza di fatto. Nella loro economia gira il rublo e la maggior parte dei cittadini hanno il passaporto russo. Le rispettive popolazioni non vogliono essere governate dalla Georgia. Diciamo che la Georgia ha provato a sferrare un attacco contro le milizie separatiste e invadere il suo territorio de jure. Molto probabilmente c'è la mano degli Usa e di Israele presenti a Tbilisi con i loro consulenti e istruttori militari e d'intelligence. I Russi sono collocati da anni al confine come forza di interposizione secondo patti stipulati con la Georgia. Il petrolio non c'entra nulla, l'oleodotto sta più a sud. Hanno attaccato le postazioni georgiane come tattica di difesa. Sono soltanto zone di fatto indipendenti e sotto tutela della Russia che le assiste economicamente e per questo gira il rublo.
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