
«Il sogno è qui, dentro di noi», è la battuta che chiude lo spettacolo. Uno spettacolo dove la parola, come in tutto il teatro del resto, la fa da padrone. E’ forse la vendetta di uno dei più grandi attori del cinema muto. L’autrice Rina La Gioia gli ha dato la voce. E Valentino narra del suo amore per l’Italia, del suo amore per la madre, del suo intimo essere oltre le apparenze. «Non è vero quello che dicono!...», ripete continuamente, quasi a volersi liberare dai cliché che la pubblicistica gli ha cucito addosso.
Ma il Valentino di questa pièce teatrale forse parla per noi, parla al posto nostro. Esprime i nostri desideri, i nostri sogni. Il nostro sogno vive ancora, mentre il suo «è finito… per sempre».
Elemento scenico fondamentale ed unico è una immensa valigia di cartone, che riempie tutta la scena. Essa racchiude la vita di Valentino, degli immensi dischi di vinile in alto a sinistra, gli abiti di scena dei suoi più importanti film, un grandissimo specchio, cappelli. In essa viene rappresentata la storia. Cambi di abito in scena. La Medici oltre ad indossare gli abiti di Valentino, indossa anche gli abiti femminili di alcune donne che hanno “amato” Valentino. La protagonista impersona il Mito ed il suo doppio.
Aprono e chiudono lo spettacolo due artisti di strada, su dei trampoli altissimi. Una coppia di tango argentino balla in scena. Un violinista ed un fisarmonicista suonano dal vivo.
Lo spettacolo ha i numeri per avvincere. Oggi era la prova generale. Durante il rodaggio subirà certamente degli aggiustamenti. La stessa Mita Medici col tempo reciterà in modo meno straniante.
Bello spettacolo. Da vedere. I più anziani potranno rinverdire un mito; mentre i giovani lo potranno scoprire.
2 commenti:
interessante, sapere che il mio illustre concittadino (sono di Castellaneta) Valentino venga ricordato con uno spettacolo teatrale. Sai per caso se ci sono le date della tourneè?!? e se sale anche nel profondo nord?
Neanche io sono riuscito a trovare un calendario della tournée. Qualcosa l'ho travata in Google. Fatti un giro anche tu.
Rocco Biondi
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