12 luglio 2009

Dirigente Maria Conserva: rimossa

Avevo deciso di non perdere più tempo a parlare di Maria Conserva. Ma l’essere venuto a conoscenza di una interrogazione parlamentare, fatta fare dalla Conserva alla Camera dei Deputati, nella quale viene fatto il mio nome e viene citato questo mio blog mi costringe a qualche chiarimento.
L’interrogazione fu presentata il 12 marzo 2009 da Pierfelice Zazzera, deputato di Italia dei Valori. Lo Zazzera, da stacanovista delle interrogazioni qual è, avrebbe potuto dedicare il suo tempo a miglior causa o almeno informarsi prima di firmare. Cofirmatario è stato il deputato Giuseppe Giulietti, anche lui di Italia dei Valori. Finora avevo apprezzato Giulietti per i suoi interventi a favore della libera informazione; ma ora, dopo il suo appoggio disinformato alla Conserva, è venuta meno la mia stima nei suoi confronti.
Maria Conserva che in un primo momento era stata sospesa per dieci giorni dall’incarico di direzione del Circolo Didattico “don Lorenzo Milani” di Villa Castelli (Brindisi), successivamente è stata definitivamente rimossa da quella scuola con provvedimento del 9 marzo 2009. Rimuovere un dirigente scolastico in corso d’anno è un evento ultrararo e per la Conserva è avvenuto. Nella risposta all’interrogazione, data il 14 maggio 2009, il sottosegretario all’Istruzione Giuseppe Pizza affermava che «il direttore dell'ufficio scolastico regionale è giunto alla determinazione che nei confronti del dirigente scolastico si era creata una situazione d'incompatibilità ambientale con le varie componenti della comunità scolastica del circolo didattico «Don Milani» di Villa Castelli, di guisa che il superamento di tale situazione era possibile solamente con un mutamento d'incarico della stessa, già in corso d'anno in quanto non ulteriormente differibile».
Ed ecco un breve florilegio dell’anomalo comportamento della Conserva, desunto dalla succitata risposta del Pizza: conflittualità nei rapporti con tutte le componenti scolastiche, condotta antisindacale, atteggiamento dilatorio nella soluzione dei problemi, gravi patologie nella presidenza del collegio dei docenti, abitudine di farsi assistere dal proprio avvocato in occasione di attività inerenti le proprie funzioni, presenza di relazioni parentali nell’affidamento di incarichi all’interno della scuola, permanente conflittualità nei confronti delle rappresentanze sindacali, rapporto conflittuale con l’ufficio scolastico regionale, eccessiva direttività nei confronti del personale amministrativo, gravi tensioni non solo con le famiglie degli alunni ma anche con la comunità cittadina ed il Comune. Tutto questo Zazzera e Giulietti avrebbero dovuto saperlo, prima di firmare l’interrogazione.
Nell’interrogazione si afferma che [alla Conserva] risulta che siano stati compiuti atti intimidatori verso gli ispettori tecnici nominati per accertamenti presso la scuola, che avrebbero anche ricevuto «sottili minacce personali e materiali». Nella risposta del sottosegretario si precisa che non si ha alcuna notizia di atti intimidatori o «sottili minacce personali e materiali» a carico degli ispettori, che non ne hanno fatto la benché minima menzione, né verbalmente, né per iscritto nelle relazioni finali.
Un altro punto della risposta del sottosegretario mi interessa qui evidenziare. E’ la citazione di un passo delle valutazioni conclusive dell’ispettore ministeriale, dove si afferma: «Contrariamente da quanto ritenuto dal dirigente scolastico, che afferma che da quando il precedente direttore dei servizi generali ed amministrativi [che ero io] è stato trasferito d'ufficio la situazione scolastica è in via di miglioramento, esistono invece numerosi indizi di segno contrario». In pratica con il mio allontanamento dalla scuola di Villa Castelli si è dimostrato che responsabile del non funzionamento della scuola non ero io ma la preside Maria Conserva.
C’è da fare qualche puntualizzazione anche a proposito del mio trasferimento d’ufficio. Contro tale trasferimento, predisposto dal Provveditorato agli Studi, sia io che il mio sindacato, la CGIL scuola, promuovemmo ricorso innanzi al Tribunale di Brindisi. Prima della sentenza, che quasi certamente sarebbe stata a me favorevole, il Provveditore agli Studi invitò me ed il mio sindacato a ritirare il ricorso, proponendo una mediazione. Con essa, in cambio del ritiro del ricorso, mi veniva garantito che non appena fosse mutata la situazione presso la scuola di Villa Castelli, io sarei potuto rientrare. Per mutamento di situazione in pratica si intendeva il trasferimento della preside Conserva, che tutti davano ormai per imminente. Io ed il sindacato accettammo la proposta e ritirammo i ricorsi. Ottenuta la mia vittoria con il trasferimento della Conserva, ho preferito rimanere nella mia nuova sede di servizio, un prestigioso liceo classico. Anche perché dal 1° settembre prossimo andrò in pensione.
Anche alla faccia della Conserva, che la faccia ce l’ha veramente tosta. Durante l’ultima campagna elettorale infatti ha messo in atto la provocazione di farsi candidare per la Provincia di Brindisi proprio nel collegio di Villa Castelli nella lista dell’Italia dei Valori. Ovviamente non è stata eletta. Di Pietro, che si crede il sommo moralizzatore della politica, dovrebbe prestare più attenzione nella valutazione dei candidati che aggrega nelle sue liste.

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